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C'erano 100, 150 mila persone in piazza a Milano per il 25 aprile. Tante quelle che non era la prima volta che c'erano. Era una festa, ed era giusto che fosse così, perché un po' di festa tocca a chi in questi anni, in molto modi, l'opposizione di parole, pensieri e comportamenti l'ha fatta veramente. E invece poi una apre i giornali (non tutti a dire la verità, sottoscrivo il titolo de il manifesto "150 mila e due fischi") e trova lo stesso trito copione. Letizia Moratti che per la prima volta, vedi mai, è andata in piazza il 25 aprile con il papà ex deportato fischiata e giù editoriali, reprimende, esecrazioni, interviste a risposta obbligata, ovvero sdegno e condanna. Che noia, che stupidità con molti attori… a cominciare dai giornali che sembrano incapaci di sottrarsi allo stereotipo.
Anche quello di mettere insieme i fischi: altra cosa sono quelli sì veramente cretini alla Brigata ebraica che è un pezzo fondante del 25 aprile.
E veniamo a noi: c'eravamo con il nostro bello striscione, siamo state affettuosamente salutate da tanti, qualcuna si è imbarazzata per gli applausi, abbiamo coniato il seguente slogan. "Sebben che siamo donne Moratti non vogliamo al Comune di Milano, al Comune di Milano…" seguito dai classici "Nessuna decida più per noi" e, "Tremate tremate in piazza siam tornate" e da un inedito "Donne al governo, Ruini all'inferno" Ci siamo molto divertite! Poi a sera ci siamo beccate anche gli applausi al Pini dove siamo state intervistate da Lella Costa: grandi consensi della inumidita platea alla nostra lettera a Prodi e alla proposta di una donna Presidente della Repubblica. Non c'è che dire: un bel 25 aprile! Continuons le combat!!
Assunta Sarlo
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