Il movimento di donne che sta attraversando tutta l’Italia è una risposta politica, autoconvocata, profondamente radicata nella consapevolezza dei diritti e della complessa cultura prodotta dalle donne, ai ritardi, agli arretramenti, agli attacchi intollerabili a loro diretti in modo sempre più aperto. Il rapporto tra donne e potere dei media, molto discusso ma mai risolto, emerge in modo più chiaro quando le donne si esprimono su se stesse e soprattutto quando “azzardano” una progettualità politica che supera i limiti della “nicchia familiare” dove partiti ed istituzioni tradizionalmente collocano le problematiche femminili.
Quindi nessuna sorpresa, per noi, che l’iniziativa dell’11 febbraio sia stata trascurata da quasi tutta la stampa nazionale. Nessuna sorpresa ma molta indignazione, perché un atteggiamento prevedibile non è per questo meno colpevole-.
La stampa che si occupa degli scandali che quotidianamente attraversano la vita del paese, avrebbe dovuto accogliere e valorizzare l’articolata denuncia che in centomila scese in piazza hanno testimoniato.
Le donne dal sud, come sempre, parlando di se', hanno parlato alla politica rendendo un servizio di trasparenza sull’involuzione politica in atto, nonostante l’atteggiamento della stampa che qui rimarchiamo, e continueranno il loro percorso, accompagnato da una sordità alla quale opporranno sempre le loro ragioni.
La manipolazione e i diversivi di cronaca, lo spostamento dei soggetti veri della manifestazione, sulla stampa locale sono serviti a convincerci che la strada che attende le novità di questo movimento, non è meno difficoltosa di quella percorsa dal femminismo degli anni 70 quando le donne nell’informazione potevano contarsi sulle dita di una mano.
Anche le donne di usciamo da silenzio si sono riconosciute in 194paroleperlalibertà, come secondo appuntamento nazionale, perché le donne dal sud non si sono espresse perché meridionali, ma da meridionali della politica. E ancora i fatti oggi mostrano, ancora una volta, che noi tutte, in tutte le regioni, restiamo il sud della politica. In tutte le differenze simboliche e vissute che incarniamo ed abbiamo incarnato.
Il cartello per l’autodeterminazione di 194paroleperlalibertà.